Web 3.0 - Corrado Sbano 2.0

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Web 3.0



Dopo aver introdotto i concetti di Web 1.0 e Web 2.0 sorge spontanea una domanda: "Ci sarà anche un Web 3.0?"

In realtà è già da qualche anno che molte personalità nel mondo del Web e di tutte le altre dottrine ad esso associate stanno avanzando teorie e definizioni su questo tema. Alcuni ritengono che le caratteristiche peculiari del Web 3.0 saranno la semantica del web e la personalizzazione.

Concentrandosi sugli elementi del computer, Conrad Wolfram ha sostenuto che il Web 3.0 è dove "il computer sta generando nuove informazioni", piuttosto che gli esseri umani. Contrariamente a Conrad Wolfram, Andrew Keen, autore di "Cult of Amateur", definisce il Web 3.0 come una "astrazione irrealizzabile" e vede Web 3.0 come il ritorno di esperti e autorità al web, indicando come esempio la proposta della Bertelsmann alla Wikipedia tedesca di stampare una copia cartacea della omonima enciclopedia. Quindi un ritorno alle origini.

La scrittrice Jessy Hempel, in un suo articolo su CNN Money datato 2008, scrive invece che vede il Web 3.0 come una ulteriore evoluzione del Web 2.0 quanto a business revenues offrendo modelli di business molto più redditizi.

Il futurista John Smart, autore principale della tabella di marcia Metaverso, definisce il Web 3.0 come la prima generazione di Metaverse (convergenza del mondo virtuale e fisico), un livello di sviluppo web che include video di qualità televisiva aperta, simulazioni 3D, realtà aumentata , standard semantici realizzati da utenti, banda larga ultraveloce, wireless e sensori. Smart suggerisce che la caratteristica più qualificante del Web 3.0 sarà la diffusione di massa di video di qualità per TV, laptop, tablet e dispositivi mobili, fino al momento in cui "il Web, di fatto, divorerà la televisione". (link all'articolo)

Secondo alcuni esperti di Internet, Web 3.0 permetterà l'uso di agenti autonomi per eseguire alcune attività per l'utente. In pratica, piuttosto che avere motori di ricerca costruiti su algoritmi per la ricerca delle parole chiave, i motori di ricerca si focalizzeranno sulla ricerca diretta dell'utente.




Concettualizzando, possiamo quindi assumere che Web 3.0 sarà basato su un legame ancora più stretto tra le applicazioni. Una sorta di esperienza 3D, che porterà gli utenti a vivere esperienze ancora più profonde in termini di connettività con il web e con chi e cosa ci circonda. Una realtà dove attraverso la connessione semantica e dati gestiti direttamente dai computers, le macchine saranno in grado di gestire da sole i contenuti posti in rete semplicemente dialogando tra di loro.



"nel Web 2.0 sono gli esseri umani a gestire i contenuti e le infomazioni; con il Web 3.0 questo compito sarà affidato principalmente alle macchine".


Uno scenario da film "Matrix" o "Terminator", non c'è che dire. Ma se proviamo a riflettere su quanto rapidamente la tecnologia e la programmazione web sta cambiando, ci accorgeremo che tecnicamente le possibiltà che quanto detto sopra possa accadere esistono davvero. Resta solo da determinare se e quando una A.I. (Artificial Intelligence) di internet possa realmente prendere forma. In caso contrario, e cioè che questa AI non nasca mai, potremo sempre guardare ad un Web 4.0 cosi come fa Seth Godin nel suo blog.




" Sono in ritardo per una cena. Il mio celulare con GPS lo sa (perchè ha il mio calendario, la mia posizione e la situazione del traffico in cui mi trovo). Quindi mi avverte del mio ritardo e avverte anche le persone che mi stanno aspettando."
(cit. Seth Godin blog - Web 4.0 - 01.2007)






 
 
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